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I Social Network cambiano il modo di fare business

Scritto da Luca Mainieri
Martedì 20 Aprile 2010 12:38

Lo so che si fa fatica a capirne la portata ma i social network sono una grande rivoluzione ed una grande opportunità per tutte le aziende.
Non siamo solo noi a pensarlo, ma è quanto afferma anche Doumitra Dutta, docente dell' Insead di Fontainebleau, una delle prime business school al mondo. Tra i molti incarichi è al momento presidente del panel dell'Ue sull'innovazione nel settore Ict, membro dell' EBusiness Network per le piccole e medie imprese della Commissione Europea e membro del World Economic Forum di Davos.

Ed è proprio in qualità di guru di Internet a misura di piccole imprese che venerdì prossimo, 23 aprile, Dutta parlerà al Mart di Rovereto di social network e economia digitale nell' ambito dell' edizione 2010 del Festival delle Città Impresa. I social network come Facebook, Twitter, coinvolgono e collegano milioni di persone e Dutta ne parla come di una rivoluzione che sta cambiando le nostre vite, come cittadini, consumatori, utenti.

Di seguito citiamo alcuni passaggi tratti dall'intervista con Doumitra Dutta apparsa su Repubblica del 19 Aprile 2010.

«Come prima cosa i social network hanno offerto alle aziende nuovi strumenti di marketing, per far meglio conoscere il loro marchio e i loro prodotti. Per esempio le tecniche del marketing virale permettono ora di raggiungere grandi masse di consumatori con una rapidità prima inimmaginabile. Altri usano i social network per creare un rapporto più costruttivo con gli stakeholder interni e esterni: azionisti, dipendenti, clienti. Infine i social network hanno insegnato alle aziende ad accelerare i loro processi interni: ci sono aziende che usano sistemi simili a Twitter per ottenere dei feedback immediati sulle loro decisioni chiave».

Le aziende sono pronte a capire e utilizzare questa maggiore velocità?


«Sì, Internet è sinonimo di 'in tempo reale' e ciò sta creando un mondo in cui la gente si aspetta risposte in tempo reale. C'è questo dietro il successo di fenomeni come Twitter. Ma questo trend verso l' immediatezza sta facendo pressione sulle organizzazioni, perché queste non sono perlopiù concepite e attrezzate per fornire risposte in tempo reale. Le aziende dovranno ripensare radicalmente parecchi aspetti dei loro processi interni se vorranno accettare la sfida del 'real time' ».

I social network possono anche servire a trovare nuovi business?

«Sì, accelerando appunto la capacità di apprendere e interpretare il nuovo. E poi le aziende possono usare i social media per ottenere feedback immediati da clienti e utenti su nuovi prodotti. Purtroppo la maggior parte delle aziende non lo fa ancora: non si stanno esplorando a fondo le vere potenzialità dei social network. Quelle centinaia di milioni di persona che interagiscono online sono per le aziende un potenziale sconvolgente da cui attingere conoscenze e informazioni. Ma per arrivarci le aziende devono prima imparare ad ascoltare attentamente le conversazioni dei loro clienti».

Come spiegherà tutto questo alle piccole e medie imprese del Nord Est, venerdì prossimo? Come cercherà di convincerle che il web è anche per loro e non solo per le grandi multinazionali?

«Dirò appunto che il web è un dono, una benedizione per le piccole e medie imprese. Che Internet è 'la grande livellatrice' : su Internet nessuno sa se sta dialogando online con una piccola impresa o con la filiale di una grande multinazionale. E qualsiasi impresa, per quanto piccola, ha accesso allo stesso mercato globale online di un grande gruppo. Ciò detto, è però certo che le piccole imprese devono fronteggiare difficoltà maggiori delle grandi. Intanto perché non hanno, per forza di cose, uno staff dedicato al web. Molti di questi problemi saranno risolti dalla tecnologia stessa, man mano che le nuove applicazioni renderanno più facile l' accesso online per utenti non tecnici. Ma su altri fronti, più strutturali, sarebbe opportuno che le imprese ricevessero supporto dai governi, dalle istituzioni. Sarebbe utile che pubblico e privato creassero delle partnership per aiutare le piccole imprese a superare il gap tecnologico».

Di cosa hanno bisogno i 'piccoli' per vincere la sfida?

« Le piccole e medie imprese possono andare online e accedere alle potenzialità del web se l' imprenditore per primo capisce l' importanza del web, se è lui stesso il primo a cercare aiuto, a sollecitare soluzioni, sia dal settore pubblico che da quello privato».«Per le piccole imprese il miglior modo di utilizzare il web è per accedere al potenziale dei mercati emergenti. sia come acquirenti dei loro prodotti e servizi, sia anche come fornitori di quanto serve alla loro crescita. Una piccola azienda che ho seguito direttamente, per esempio, usa il web proprio per andare online ad acquistare nei mercati emergenti altri servizi web più avanzati che servono alla sua crescita. E possono acquistarli ad un prezzo più competitivo».

Nel web 2.0 la dimensione è ancora un obiettivo da perseguire o ci sarà più spazio per i piccoli che restano 'piccoli' ?

«Il web ha portato in auge il concetto di 'coda lunga' , la capacità di distribuire valore lungo tutta la catena dei prodotti, fino alle nicchie. E così, mentre è vero che saranno sempre pochi grandi gruppi a dominare ogni settore, ci saranno sempre più opportunità per gli operatori più piccoli. Sul web c'è spazio per tutti»


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