I domini in scadenza, un’ottima opportunità SEO per aumentare la vostra visibilità

Uno dei metodi per ottimizzare il proprio sito facendogli acquisire visibilità è quello di scegliere con cura il nome del dominio, cercando di inserire al suo interno le parole chiave che descrivano al meglio l’argomento trattato, o l’attività su cui si punta maggiormente.

Il nome del dominio, inoltre, oltre ad essere di notevole importanza dal punto di vista SEO, incide sotto il profilo del marketing e della comunicazione, in quanto uno dei fattori di successo di un prodotto o di un marchio è l’attitudine ad essere ricordato facilmente, così come il nome di un dominio.

Proprio alla luce di queste considerazioni, attorno al ricerca del miglior nome a dominio è sorto e prende sempre più piede un universo a sé, fatto di siti di domini scaduti da aggiudicarsi all’asta, ingegnosi sistemi per battere la concorrenza sul tempo nel momento del rilascio di un dominio, prenotazioni di domini in scadenza, consigli sul valore e sulle potenzialità di un dominio, e molto altro.

Riuscire ad accaparrarsi un buon dominio, infatti, può rivelarsi molto utile anche per:

  • sfruttare il traffico in scadenza (expired traffic domains) con sistemi di pagamento con ppc, come il domain parking. Basta puntare i domini sui dns di un parking provider, come Sedo.com, e se il dominio ha buoni backlink e una tematica commercializzabile si possono fare buoni guadagni;
  • usufrire dell’avviamento che un dominio ben posizionato porta con sé, sviluppando un nuovo sito tematicamente simile;
  • reindirizzare i backlink sul proprio sito come fonte di traffico e di pubblicità a basso costo (link building).

Ma andiamo con ordine, cercando di partire dalle varie fasi che comprende il ciclo di vita di un dominio, e dalle regole che ci sono dietro il rilascio dei domini.

Ciclo di vita di un dominio

In Italia scadono in media circa quattrocento domini al giorno.

I motivi per i quali un dominio potrebbe essere lasciato scadere sono tanti e tra i più vari:

  • perché la società collegata al sito web del proprietario è fallita o è stata chiusa;
  • perché l’intestatario non intende pagare la cifra necessaria per rinnovarlo;
  • perché il proprietario vuole cambiare nome all’attività o è deceduto.

Generalmente dopo la scadenza i domini rimangono attivi per un periodo di tempo determinato e possono essere acquistati da chiunque veda in essi una qualche utilità (es. costruire un sito aziendale che abbia proprio quel nome come dominio, magari perché identico al nome della propria impresa, o per l’attività di link building appunto).

Sono cinque le fasi che attraversa il dominio di un sito web:

1. Available: il dominio è libero, in attesa che qualcuno lo registri.

2. Active: il dominio è attivo e ha una data di scadenza entro la quale andrà rinnovato. Un dominio attivo può essere trasferito da un registrar all’altro. Alcune estensioni (ad esempio .com e .net) permettono di rinnovare un dominio per un periodo da 1 a 10 anni, mentre i .it hanno un funzionamento diverso: il Nic.it (Network Information Center per l’Italia) permette di rinnovare un dominio per la durata di un anno.

3. Grace Period: è il periodo immediatamente successivo alla scadenza, durante il quale il registrar ha la facoltà di avviare la procedura che porta alla cancellazione del dominio. Il proprietario del dominio ha ancora qualche giorno di tempo per rinnovarlo. Questo periodo ha una durata variabile a seconda dell’estensione e del registrar, in ogni caso la durata tipica è di 12 giorni per i .it, da 25 a 45 giorni per i .com, 30 giorni per gli inglesi .uk. In questo periodo il registrar di solito, in attesa di notizie da parte del proprietario, disattiva il sito esistente e lo sostituisce con una pagina di cortesia, che nella maggior parte dei casi contiene dei link pubblicitari. Per i domini .com e .net, alcuni registrar si riservano il diritto di rivendere il dominio durante gli ultimi giorni di questo periodo, quindi è bene fare attenzione alle condizioni del contratto e a non lasciarlo scadere, perché altrimenti riaverlo indietro sarà quasi impossibile.

4. Redemption Period: se permane la volontà da parte del proprietario di non rinnovare il dominio, il registrar restituisce il dominio al registry. Il dominio diventa irraggiungibile (non mostra più neanche la pagina di cortesia esposta fino a poche ore prima), anche gli eventuali indirizzi email associati al dominio smettono di funzionare, ed entra in un periodo di durata variabile (tipicamente intorno ai 30 giorni per la maggior parte delle estensioni) durante il quale può essere recuperato solamente dal proprietario stesso, utilizzando lo stesso registrar con il quale l’aveva registrato. Il recupero solitamente ha dei costi ben più alti del canone annuo (ad esempio per domini .com e .net questo recupero ha un costo solitamente superiore ai 100 dollari), mentre per altre (ad esempio i .it) il costo è uguale a quello del semplice rinnovo.

5. Pending Delete: a questo punto il dominio, se non è stato recuperato nel frattempo, entra nel periodo che ne precede la cancellazione. In questa fase nessuno può rinnovare né recuperare il dominio, che tornerà presto libero per la registrazione. Tipicamente la durata di questo periodo è di 5 giorni, ma per il rilascio ogni estensione ha un comportamento diverso. Tra le più importanti:

  • .com e .net dalle 18:00 alle 20:00
  • .org dalle 14:30 alle 15:00
  • .info dalle 10:00 alle 10:30
  • .biz dalle 17:00 alle 17:30
  • .eu rimangono attivi fino alla fine del mese nel quale cade la data di scadenza, entrano tutti insieme in redemption il primo giorno del mese successivo, e vengono rilasciati tutti insieme 40 giorni dopo.
  • .it fino a qualche tempo fa, per impedire il backorder, veniva rilasciato in un minuto a caso durante i 5 giorni, ora invece avviene alle 09:00 e alle 16:00

(Gli orari sono tutti UTC, quindi per ottenere l’orario italiano bisogna normalmente aggiungere una o due ore a seconda dell’ora legale o meno).

Per maggiori informazioni: ICANN

Come acquistare un dominio in scadenza?

Una volta appurato ciò, appare chiaro che per accaparrarsi un dominio in scadenza è necessario aspettare che esso raggiunga l’ultima fase del suo ciclo di vita.

Ma come fare a sapere quando un sito sta per scadere? E come essere sicuri di accaparrarselo data l’immaginabile concorrenza (alla quale aggiungere le società che lo fanno addirittura di mestiere)?

Prima di entrare nel dettaglio dell’operazione, occorre fare una riflessione a seconda delle estensioni del dominio.

  • .it: come abbiamo detto, il Nic rilascia i domini italiani in due momenti ben precisi nel corso della giornata, di conseguenza la competizione per ottenere il dominio desiderato è molto alta, ed altrettanto alta è la competenza, o la fortuna, che si deve avere nel beccare il millesimo di secondo esatto in cui il dominio viene rilasciato e scavalcare i propri competitor.
  • .com, .net, .org: in questo caso invece, dato il rilascio random nel corso di un determinato orario, diverso, come abbiamo detto, per ciascuna delle estensioni, l’operazione di recupero parrebbe più semplice. In realtà bisogna considerare che per prendere un dominio internazionale in scadenza non competiamo solo con i domainers italiani, ma con tutti quelli del mondo. Basti pensare che i domini .com esistenti nel mondo sono oltre 100 milioni, e per i .net siamo a circa 15 milioni di registrazioni.

In risposta a queste domande si è creato da diverso tempo un business non da poco di servizi online che, dietro pagamento, raccolgono tutti i domini a scadenza imminente, indicando in alcuni casi anche la presenza di link utili e soprattuto la qualità dello stesso, e fornendo all’utente informazioni su ogni cambiamento di stato del ciclo di vita di un dominio prossimo alla scadenza, e a volte persino un alert che ricordi il tempo scaduto e la possibilità di preordinare un dominio (backorder) o partecipare all’asta per aggiudicarselo. Se infatti ci si dovesse basare solo sulle liste dei domini esistenti e controllare giornalmente in quale periodo del loro ciclo di vita si trovano, si perderebbe la battaglia in partenza.

Occorre però innanzitutto capire bene cosa ci interessa e quanto vale la pena investirci in quest’operazione. Meglio non aspettare di registrarlo manualmente, ma affidarsi a più servizi di backorder contemporaneamente, altrimenti è molto concreto il rischio di perderlo. La strategia migliore è quella di fare l’offerta vincente su tutte le piattaforme disponibili, e poi (visto che si paga solamente se il dominio verrà preso) sperare che ad aggiudicarsi il dominio sia quella con le tariffe più basse.

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Silvia Resta
Giornalista pubblicista e social media manager. Piacevolmente aggrovigliata nella rete globale sin dalla tenera età, credo nel potere dell’informazione e dei social, pur essendo probabilmente l’unica al mondo ad avere la stessa foto profilo su Facebook dal 2008.
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