SEO, SEM e PPC

La velocità del sito web peggiora la tua SEO. Stai perdendo traffico ed opportunità di business

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Perché la velocità del sito è importante


Qualsiasi azienda ha tra gli obiettivi primari comparire nel motore di ricerca davanti ai propri concorrenti perché se così non fosse sta perdendo ignaramente tantissimi clienti. E’ importante avere chiaro il protagonista al centro di tutto: l’utente. Lo scopo è quindi di facilitarlo e rendergli la navigabilità più piacevole possibile. Anche Google presta molta attenzione a come si trovano gli utenti all’interno dei siti consigliati.

Un coefficiente significativo è la velocità.

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Il colosso Amazon ha riportato un’analisi che mostra come un tempo di caricamento delle pagine superiore a 3 secondi, porti un decremento delle conversioni pari al 7% per ogni secondo di download in più.


La velocità del sito come elemento di ottimizzazione SEO


La velocità è un fattore rilevante anche in ottica SEO (ottimizzazione per i motori di ricerca).  L’azienda californiana ha inoltre annunciato (qui trovi la news ufficiale di Google in lingua inglese) che la velocità del caricamento del sito web da mobile sarà un fattore di valutazione del posizionamento sul motore di ricerca a partire da Luglio 2018: Google Speed Update.

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Come riportato poco fa, l’esperienza utente ha acquisito sempre più autorevolezza per i motori di ricerca. Se il vostro sito web non è ancora ottimizzato da dispositivo mobile è ora di mettersi in regola, quindi diamoci da fare perché è rimasto poco tempo.


Come misurare la velocità


Gli speed test che a disposizione nel mondo web sono numerosi. Se non li avete mai utilizzati e non sapevate della loro esistenza ora li approfondiamo meglio.

  1. Il primo cui tengo citare è PageSpeed Insight: questo è lo strumento gratuito messo a disposizione da Google, indi per cui è consigliabile apportare maggiore attenzione ai risultati restituiti da questo tool. La funzione è analizzare il sito web simulando l’accesso sia da mobile che da desktop.
  2. GTmetrix permette di esaminare il sito web da desktop senza doversi registrare, vi consigliamo la registrazione per poter usufruire di maggiori funzionalità, quali la possibilità di testare il sito simulando il tipo di dispositivo usato. E’ uno strumento molto potente e si differenzia dal precedente poiché indica in maniera più dettagliata e specifica una serie di modifiche per una migliore ottimizzazione.
  3. Ultimo, non per importanza: Test my site. Anch’esso della grande famiglia Google simula una connessione 3G tramite dispositivo mobile restituendo i dati quali il tempo di caricamento e la percentuale dei visitatori persi a causa dello stesso tempo di caricamento.

Che risultato ha ottenuto il vostro sito web?

Se questi tool vi hanno assicurato un punteggio pari o superiore di circa 80/100, equivalenti in alcuni strumenti a “B”, potete ritenervi soddisfatti.
Se non ci siete neanche minimamente vicini non spaventatevi, è normale.


Quali sono i fattori che incidono sulla velocità


Oramai credo abbiate percepito quanto la velocità di un sito web stia alla base della soddisfazione dell’utente nonché del motore di ricerca.
I fattori che influenzano la performance di velocità di un sito sono diversi; in particolare su Page Speed Insight e GTmetrix, nella sezione inferiore sono riportati suggerimenti da apportare per ottenere una maggiore ottimizzazione.

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Tra i principali:

  • il server è un computer o un programma che fornisce i dati richiesti da altri elaboratori. In altre parole è la macchina che ospita il nostro sito. Se il server è lento di conseguenza il caricamento del portale sarà lento, a prescindere da quanto siano stati ottimizzati gli altri fattori. Ciò implica che se si vogliono ottenere dei buoni risultati sul proprio sito, le hosting troppo economiche sono assolutamente da scartare.
  • le immagini: nella maggior parte dei casi questo è l’elemento che più influisce sul tempo di caricamento della pagina. Immagini troppo pesanti e un sito web particolarmente veloce sono i due opposti della bilancia, perciò è necessario scendere a compromessi. Cioè comprimere le immagini al punto tale che siano sufficientemente leggere da non rallentare il caricamento e abbastanza definite da non sfigurare la qualità alla vista.
  • I plugin: esistono milioni per ogni tipo di programma e con ogni tipo di funzionalità. Capite bene che ciò implica un enorme peso. E’ quindi opportuno informarsi e valutare quali e quanti plugin siano necessari al vostro sito web. Eliminate quelli sacrificabili.
  • Il Codice: il cuore del sito web consiste in una grande quantità di righe scritte attraverso codice (HTML, CSS, Javascript). Il codice comanda la velocità di apertura delle pagine, la sicurezza dei dati contenuti e aiuta il posizionamento nel motore di ricerca. Il codice deve essere pulito e non troppo pesante. Ogni plugin comporta una chiamata ad un proprio file quindi è importante limitare al minimo le chiamate a risorse Javascript e CSS esterne.


L’HTTPS incide sulla velocità o sulla SEO?


La sicurezza è una priorità assoluta per Google. L’HTTPS (HyperText Transfer Protocol over SSL) si occupa della crittografia e dell'autenticazione dei dati trasmessi.
Questo protocollo garantisce che il contenuto della comunicazione sia visibile solamente al client e al server, impedendo l’intervento rischioso di terze parti.
L’uso di HTTPS quindi certifica una relazione sicura tra utente e sito internet.
E’ un fattore molto rilevante anche per Google, al punto tale da riconoscerlo come indice di posizionamento per il motore di ricerca; penalizzando il protocollo HTTP che trasmette in chiaro le informazioni degli utenti e perciò considerato inaffidabile.
La notizia ha un peso rilevante, dato che Google Chrome è il browser più usato (oltre il 53%) e quindi responsabile di oltre la metà delle pagine web viste al mondo.
I siti HTTP sono segnalati agli utenti come non sicuri e associati ad un avviso rosso che invita l’utente a non proseguire la navigazione.

Un bel cartello di divieto che di certo non giova al vostro business!

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Cos’è la cache e perché è importante


Se ti è mai capitato di acquistare un PC avrai sicuramente sentito parlare della cache.
Con il termine cache ci si riferisce ad un dispositivo hardware ideato per accelerare le operazioni di accesso alla memoria.
Se gestita nel giusto modo ha degli ottimi benefici in quanto consente ai siti web di salvare dati offline evitando di scaricarli nuovamente. Questo comporta al cliente di caricare dati più velocemente, in modo che l’apertura delle pagine sia più rapida e consumi meno batteria.
Le cache si differenziano in: lato client e lato server.

Per capirne meglio le funzionalità è bene conoscere il termine tecnico caching: una tecnica che prevede la memorizzazione temporanea delle risorse all’interno dello spazio cache, permettendo successivamente un recupero rapido.


Differenza tra cache lato server e cache lato client


Cache lato server: come si percepisce dal nome, questo tipo di procedimento viene elaborato dal server e consente di restituire i contenuti più velocemente riducendo il carico di lavoro.
Più semplicemente quando un utente visita la pagina vengono salvati i contenuti nella memoria (cache), in modo che nelle visite successive il server non rimandi nessuna query al database, ma restituisca i contenuti come copia degli originali.

Cache lato client: il processo non è da tanto differente da quello appena visto. Semplicemente stavolta a compiere il lavoro è il browser che scarica e memorizza i dati e li restituisce recuperandoli dalla medesima memoria (cache).
La differenza è che il browser salva all’interno della cache solo determinati contenuti e per un tempo definito.

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Usare le CDN per aumentare le velocità


L’acronimo CDN (Content Delivery Network) si traduce in italiano Rete di Distribuzione dei Contenuti e consiste in una rete di computer localizzati geograficamente su ampio raggio e con l’obiettivo di soddisfare la richiesta dell’utente il prima possibile.

Coma funziona?

Ipotizza di avere un’attività su scala mondiale e di voler lanciare un prodotto. Se questo contenuto fosse presente su un solo server significherebbe che milioni di utenti convergerebbero in uno stesso punto, caricando di richieste il server.
Per far sì che i tempi di risposta non siano lenti, ecco che entrano in gioco le CDN, veicolando su più server il contenuto e rispondendo all'utente in maniera rapida dal computer più vicino.

In sintesi: quando un utente digita un url, la CDN attiverà il nodo ritenuto ottimale, ossia quello che può soddisfare la richiesta dell’utente nel minore tempo possibile. Esso sarà il più vicino geograficamente all’utente o quello con il minor carico medio di lavoro in quell’istante

Questo permette un servizio più rapido, efficiente ed efficace per ogni tipo di utente.

L’aiuto di una CDN è talvolta a buon mercato e ottimale per migliorare la velocità di caricamento di un sito lento e sappiamo che la lentezza che peggiora non solo la User Experience degli utenti, ma penalizza anche la visibilità organica del sito su Google.

Conclusioni


Purtroppo non è raro approdare in siti internet che impiegano decine di secondi a caricarsi. Capita che l’utente si infastidisca o peggio chiuda la pagina ancora prima di visualizzarla. Il mondo del web è in continua evoluzione, rendere la navigazione del proprio sito web fluida e confortevole significa stare al passo in questo mercato sempre più veloce e competitivo.

Ora dovresti aver ben chiaro i benefici e la necessità di avere un sito web ottimizzato.

E se ancora non hai agito, è ora di darsi da fare.

In caso di chiarimenti o consigli non esitare a contattarci.

Classe 1992. Fresco di laurea in Economia e un corso di alta formazione in E-Commerce Manager. Giovane nel web marketing ed esperto nella nobile arte di curiosare nel mondo online. Appassionato di video-editing e sport.

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