Danilo De Luca

Posizionamento su Google: 5 bugie da cui difendersi!

posizionamento su google 5 bugie da cui difendersi

Probabilmente, hai iniziato a navigare tra un sito e un blog, tra una pagina Facebook e un video di YouTube alla ricerca di nozioni utili a farti capire qualcosa di più sulle strategie di posizionamento organico. E, sempre probabilmente, ti sei imbattuto in una miriade di informazioni, consigli, formule magiche e incantamenti mistici. Bene, ora cerchiamo insieme di fare un po’ di ordine e di chiarire, una volta per tutte, cosa ci sia di vero e cosa invece no.

Seguimi con attenzione perché ti rivelerò anche qualche piccolo segreto che i SEO Specialist non amano condividere. Noi invece sì!

Ok, allora partiamo: ecco i 5 falsi miti SEO da sfatare una volta per tutte!

Investire in AdWords migliora il posizionamento organico

Falso, ovviamente. Ed è stato lo stesso Matt Cutts a darne conferma definitiva. Se investi in AdWords, fai bene! Ma non ti aspettare alcun vantaggio in termini di posizionamento su Google. SEO e SEA sono due strumenti differenti, con logiche differenti, obiettivi (in parte) differenti. Puoi investire in posizionamento organico, in annunci a pagamento o in entrambi, ma senza aspettarti che le due attività si diano man forte l’un l’altra. Allo stesso modo, ospitare annunci AdSense sul proprio sito non apporta nessun tipo di vantaggio SEO e le pagine del tuo sito non faranno alcun balzo in avanti grazie ai banner che accogli con tanta fierezza in homepage.

Il meta-tag Description è un fattore di posizionamento determinante

Una doverosa premessa: l’attività di posizionamento sui motori di ricerca è una disciplina complessa, una scienza inesatta che si basa sulla sperimentazione continua e tutto ciò che sappiamo è vero solo fino a prova contraria. Il lavoro di ogni agenzia SEO consiste anche nel coltivare il coraggio e le intuizioni utili per ricercare nuove strade. Il meta-tag description (la descrizione che appare sotto al titolo del sito web negli elenchi di ricerca), si narra dai primordi della SEO, deve essere ottimizzato tramite l’inserimento della keyword esatta, possibilmente a inizio frase. In effetti, ciò rappresenta un fattore di ranking e, in quanto tale, non deve essere assolutamente sottovalutato. Tuttavia, la funzione principale della description è quella di rendere appetibile la pagina cui si riferisce, fornendo informazioni utili e stuzzicando la curiosità dell’utente. In tal senso: sì, la description è un elemento determinante. Ma parlando di SEO in senso stretto, fin dal 2009 la stessa Google ha chiaramente affermato (per bocca di Matt Cutts) che la Meta Description non apporta alcun vantaggio in termini di posizionamento organico. Insomma: cerca di scrivere una descrizione seducente, frizzante, capace di stimolare la curiosità degli utenti ma senza preoccuparti troppo delle dinamiche SEO.

Più pagine abbiamo da ottimizzare e meglio è

Se hai avuto modo di conoscere un po’ più approfonditamente le evoluzioni della SEO (e di Google) registrate da qualche anno a questa parte, ormai dovrebbe esserti chiara una cosa: la qualità vince sulla quantità. Un discorso che si può applicare alla link building, al SEO copy e anche all’ottimizzazione delle pagine dei siti web. L’importante non è disporre di un bel po’ di pagine web su cui lavorare di SEO on-page quanto, piuttosto, la possibilità di costruire strategie specifiche su pagine che abbiano una reale utilità per l’utente. Inserire pagine prive di una reale funzione per l’utente con il solo scopo di posizionarle per una certa parola chiave è inutile se non persino controproducente! Inserisci nel tuo sito tutte le pagine che ritieni opportuno creare, ma fallo con cognizione di causa e pensando sempre al tuo pubblico, alle sue aspettative e ai suoi bisogni.

Il protocollo HTTPS è fondamentale per la SEO

Ecco un piccolo segreto: spesso in ambito SEO (e non solo) basta che una teoria venga ripetuta come un mantra perché diventi una verità. Questo è il caso del protocollo HTTPS. Ok, andiamo per gradi: di che cosa stiamo parlando? Hai notato che l’URL di alcuni siti inizia con il classico HTTP mentre altri con HTTPS? Sia la prima variante che la seconda appartengono al medesimo protocollo che viene utilizzato per il trasferimento delle pagine web su internet. La variante HTTPS è utilizzata, in particolare, per i siti che prevedono l’inserimento di dati personali da parte degli utenti (in particolare siti e-commerce o di servizi finanziari) poiché essa utilizza una codifica criptata delle comunicazioni che rende la conservazione dei dati molto più sicura. Ok, in effetti è una cosa utile e a Google piacciono le cose utili per l’utente. Già nel 2014, a volerla dire tutta, BigG. ha affermato che l’HTTPS è uno dei parametri di ranking utilizzati per assegnare valori ai siti web. D’altra parte, però, lo stesso BigG ha rivelato che esso incida sul ranking dei siti per circa l’1% del totale. Precisiamo: è molto probabile che il peso specifico dell’HTTPS sia destinato a crescere costantemente da qui ai prossimi anni ma, al momento, se il tuo sito è ancora in http, non è il caso di entrare nel panico. Ti consigliamo di implementare il nuovo protocollo, ma senza farti prendere dall’ansia.

I social network sono uno strumento SEO

Altra diatriba che ha stimolato dibattiti al veleno tra SEO di tutta Italia e del mondo. Che peso hanno i social network in relazione al posizionamento dei siti web su Google? Rispondere alla domanda non è affatto semplice. Una cosa, però, va detta immediatamente: i social network non hanno un ruolo diretto per il ranking dei siti web né sul loro posizionamento. I link generati tramite post su Facebook, Twitter, ecc. sono in nofollow e non fanno alcuna differenza in SERP. D’altra parte, però, la questione è un bel po’ più complessa: da diverso tempo, i SEO di tutto il mondo stanno sperimentando un nuovo approccio partendo dal considerare i cosiddetti segnali sociali (social proof o social signals). Di cosa stiamo parlando? Bella domanda… senza una risposta univoca. In modo generico, possiamo considerare segnali sociali tutti quegli elementi (soprattutto link ma anche mensioni, commenti, condivisioni e interazioni) dell’universo dei social, dei blog e dei forum che, in un certo modo, concorrono al rafforzamento della brand image di un sito su internet. Veniamo al punto centrale: i social network non influenzano in maniera diretta la SEO, ok, ma in maniera indiretta, quello sì! Un’attività di social media marketing ben strutturata e funzionale allo scopo è in grado di accrescere la visibilità di un marchio e dei suoi contenuti. Il che si traduce in maggiori possibilità che utenti, editor, operatori del settore notino le nostre produzioni e decidano di darne visibilità sui propri canali. Vista così, l’attività di Social Media Marketing può essere in qualche modo considerata una potenziale risorsa anche ai fini SEO ma non uno strumento di posizionamento in senso stretto.

Danilo De Luca

Sono un web editor e mi occupo di contenuti per il web fin dalle mie prime esperienze lavorative. Sono appassionato (non esperto) di cinema, serie tv, sport e di tante altre frivolezze che rendono la quotidianità più meritevole di essere vissuta

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