Elisa Montanari
SEO, SEM e PPC

Strategie per uscire da una penalizzazione Google Penguin legata ai backlinks

uscire penalizzazione Google Penguin

Come anticipato, eccoci alla seconda parte della guida sull’utilizzo delle anchor text per la SEO e sulle best practice del Link Building. Nello scorso articolo ci siamo soffermati sulle strategie per un uso corretto delle anchor text per la SEO nel link building. Questa volta vogliamo approfondire le tecniche specifiche per uscire da una penalizzazione di Google Penguin legata ai backlinks.

Come recuperare da una penalizzazione Google dovuta alla sovra ottimizzazione SEO delle anchor text e dei contenuti

Se sei stato colpito da una penalizzazione di Google non disperare, è possibile riuscire a recuperare il proprio posizionamento se il vero problema è da imputarsi a un uso scorretto delle anchor text. Il consiglio personale è quello di rivolgersi a un’agenzia SEO per attività di Link Building di ottimizzazione SEO, ma se ti senti confidente con la materia, allora potresti trovare utile questo articolo.
E’ molto probabile che, una sovra ottimizzazione delle ancore unita a una sovra ottimizzazione on-page a livello SEO, abbia portato alla penalizzazione da parte di Google.
I due algoritmi di Google, Penguin e Panda lavorano assieme nel momento in cui devono analizzare un sito web. Ognuno approfondisce fattori diversi, colleziona e studia dati, riconosce i profili spam e penalizza il sito in questione. 
Più precisamente, Panda penalizza un sito in caso di:

  • contenuto duplicato, scarno e copiato
  • una povera User Experience
  • una sovra-ottimizzazione

Mentre Penguin agisce in caso di:

  • Link di bassa qualità
  • Ancore testuali dei link sovra-ottimizzate

A livello on-site e off-site ci possono essere alcuni trucchetti per riuscire a recuperare posizioni dopo una penalizzazione da parte di Google. Iniziamo con alcuni consigli on-site.

Cambiamenti on-site per riprendersi da una penalizzazione di Panda

KEYWORD DENSITY

La densità della parola chiave è molto importante. Impostare una pagina con lo stesso termine ripetuto varie volte facilita una penalizzazione.
La prima azione da fare è di correggere la densità della tua parola chiave. Se vuoi posizionare una pagina specifica del tuo sito, non hai più bisogno di riempirla di parole chiave, basta posizionarle nel posto giusto.
Il primo consiglio è quello di collocare la tua parola target in questi particolari punti della pagina:

  • titolo
  • prima frase del testo
  • ALT TAG della prima immagine
  • primo H1 o H2 tag (in questo caso puoi anche usare una variazione della keyword principale)
  • ultima frase del testo

Facendo un esempio concreto, se il tuo articolo ha più di 600 parole, allora la keyword density si deve attestare sull’1% o meno.
Questa sarebbe la percentuale ideale, in realtà, è difficile da raggiungere, soprattutto in articoli di lunghezza ampia, quindi, in quel caso, sarebbe buono stare sul 3.
Per mantenere bassa questa percentuale puoi usare sinonimi, correlazioni e variazioni della parola chiave principale. Questa tattica non solo vi aiuterà a mantenere bassa la keyword density ma aiuterà il vostro articolo a posizionarsi anche per keyword correlate e a coda lunga. 
Potete anche servirvi di appositi tool per l’ottimizzazione e la scrittura per il SEO come che vi forniranno termini simili ai vocaboli del vostro testo, fungere da assistenti editoriali, aiutandovi nell’ideazione dei testi. Citiamo qui alcuni SEO TOOLS:

  • SEOZOOM il suo assistente editoriale permette di tenere sotto controllo le keyword nel testo
  • SEO MOZ possiede anch’esso un assistente editoriale per la lingua inglese
  • TEXT SPINNER italiano genera testi partendo da una porzione testuale e creandone delle varianti utilizzando sinonimi

CANNIBALIZZAZIONE DELLE PAROLE CHIAVE (O DILUZIONE)

Molti non la considerano rilevante, ma in realtà può veramente danneggiare il tuo posizionamento.
La diluizione della parola chiave avviene quando stai provando a posizionarti per più di una pagina con la stessa keyword o con parole molto simili alla tua parola chiave principale, questa pratica è nota anche come “cannibalizzazione delle parole chiave”.
Per esempio, se la tua homepage è targettizzata per “Azienda trasporti Roma” e hai una sotto pagina targettizzata con “Società trasporti Roma”, Google sceglierà quale delle due pagine è più rilevante per coloro che fanno la ricerca. Allo stesso tempo, qualsiasi pagina sia scelta da Google, avrà comunque una diminuzione in valore ed efficacia.
La cannibalizzazione dei contenuti confonde Google perché non sa a quale pagina dare priorità. Se Google è confuso difficilmente si otterrà una buona visibilità da parte del motore di ricerca.
Il problema può essere risolto facilmente

  • Targetizza SOLO una pagina per la tua keyword in base alla regola d’oro: una parola chiave=una sola pagina. Dopo l’aggiornamento di Hummingbird, Google è diventato molto bravo a posizionare la stessa pagina per diverse variazioni del tuo concetto chiave.
  • Se decidi di posizionare la pagina interna per la tua keyword, allora cambia le meta informazioni nella pagine duplicate per evitare una diluizione della parola chiave. Se invece utilizzerai l’homepage per targettizzare il tuo concetto chiave, allora utilizza un 301 per direzionare l’altra pagina verso la tua homepage.

Strategie sui Backlinks per risolvere una penalizzazione di Penguin

Ci sono alcune tecniche di Link building che si possono usare per uscire da una penalizzazione Penguin. In base alla severità della penalizzazione, questi trucchetti potranno aiutare nella maggioranza delle penalizzazioni.

DEVO USARE LO STRUMENTO “DISAVOW”?

Usare lo strumento “disavow link” è l’ultima risorsa, non la prima. Questo strumento va usato solo nel caso il vostro sito sia stato oggetto di Negative SEO e Spam Links e quei link siano assolutamente impossibili da rimuovere in altro modo. Se il vostro problema è una sovra-ottimizzazione delle anchor text o un profilo di backlinks non ottimale, ci sono altri modi per uscire dalla penalizzazione.

RIMUOVERE LINKS CON ANCHOR TEXT CON PAROLE CHIAVE DA SITI SPAM

In una sezione dell’articolo precedente, abbiamo visto come scegliere i tipi di link e anchor text a seconda delle pagine web e su quali fonti utilizzare i link più “potenti”.
Se per qualche ragione hai costruito backlinks con anchor text della parola chiave su siti di bassa qualità o spam, hai due opzioni:

  1. tornare indietro e cancellare i link
  2. se non puoi cancellare i link, usa lo strumento “disavow links”

Dopo che hai fatto tutto il possibile per rimuovere ancore testuali che contengono parole chiave target da siti spam, è ora di compiere un ulteriore passo avanti e procedere con la diluizione dell’anchor text.

DILUIZIONE DELL’ANCHOR TEXT

Questa è la tecnica più comune e funziona in molti casi. Tutto quello che devi fare è costruire backlinks con ancore non ottimizzate per il SEO, come “naked links”, “generic anchors”, “branded link”. Per una strategia a riguardo e per essere certi a cosa mi riferisco, vi rimando all’articolo precedente: Anchor Text per la SEO: strategie per l’uso delle ancore nel Link Building
Puoi utilizzare i link “di base” di cui ho parlato prima per diluire le anchor text del tuo profilo di backlinks.
Prima di Penguin 3.0, questa tattica era sufficiente per risolvere una penalizzazione, ora è importante considerare anche altri fattori.
Uno dei più importanti elementi di penalizzazione è la mancanza di buoni link. Se si combina un profilo link di bassa qualità con molte keyword nelle ancore (“exact match” e “partial match”), allora la probabilità che il sito venga penalizzato si alza molto.

Di seguito indichiamo i tipi di link da utilizzare per creare un buon profilo di anchor text e di backlinks, in ordine di priorità:

  1. Backlinks rilevanti e da fonti autorevoli. Questi sono i link più costosi e difficili da ottenere, ma anche i migliori per potenziare il tuo intero profilo link in maniera soddisfacente. La pertinenza gli fa da re con o senza penalizzazione.
  2. Citazioni locali/Business Directories. Prenditi tempo per creare link in directories locali e collegate al tuo mercato. Questo è il modo migliore per inviare link di qualità con ancore non ottimizzate al tuo sito, anche se è un processo che richiede non poco tempo.
  3. Profili Social. Costruisci profili Social reali per il tuo sito web in cui pubblicare i tuoi contenuti. Questi siti ti daranno un mix di ancore DOFOLLOW e NOFOLLOW non ottimizzate e costruiranno credibilità verso il tuo sito.
  4. Distribuzione di comunicati stampa su siti di qualità. Crea comunicati stampa e distribuiscili attraverso canali di qualità. Le press release sono ottime per ottenere link e ancore non ottimizzate da differenti IP. Anche in questo caso otterrai un buon mix di link DOFOLLOW e NOFOLLOW che attribuiscono naturalezza al tuo profilo.

Utilizzare i redirect 301 per riscattarsi da una penalizzazione Google Penguin

Le anchor text di inbound links di cui abbiamo parlato finora, vengono trasferite da un sito all’altro attraverso il redirect 301. Si potrebbe utilizzare a proprio vantaggio questa caratteristica per riscattarsi dalla penalizzazione di Penguin.

Esistono due variazioni della stessa tattica

VARIAZIONE #1: Dominio scaduto> Dominio penalizzato

Per la prima variazione, dovrai trovare un dominio scaduto di qualità. Accertati che il profilo dei link e delle ancore sia pulito e che utilizzi il minor numero possibile di parole chiave nelle anchor text.
Cerca un dominio con ancore generiche, brandizzate e URL nudi. Per scopi di posizionamento, non è una cattiva idea trovarne uno con metriche solide. Preferibilmente PA 30 +, DA 20 +, PR 2 + e un Trust Flow di 10+. Inoltre, se puoi trovare un dominio a tema con il tuo sito, questa tattica funzionerà ancora meglio.
Tutto quello che devi fare ora è un redirect 301 dal dominio scaduto verso il tuo sito penalizzato e monitorare i risultati.

VARIAZIONE #2: Links>Sito penalizzato>Nuovo sito

Per la seconda variazione, devi iniziare con un nuovo sito sito web, ma cercherai di recuperare ciò che rimane dell’autorevolezza del tuo vecchio sito web (sperando che ne abbia ancora).
Ecco i vari step:

  1. Acquista un nuovo dominio brandizzato su cui sviluppare il nuovo sito web (evita “exact match domain” o “partial match domain” in questo caso).
  2. Costruisci inbound links brandizzati di buona qualità. Usa directories di settore e di qualità, commenti su blog di nicchia rilevanti, comunicati stampa. Usa solo anchor text brandizzate.
  3. Costruisci backlinks non ottimizzati verso il tuo dominio penalizzato. 
Lo scopo è di diminuire la percentuale di ancore che contengono keyword. La percentuale dipende dalla tua specifica situazione. Se hai il 70% delle anchor text con parola chiave, avrai bisogno di abbassare questo valore al disotto del 30% o meno. Se hai il 30% delle ancore con parole chiave, avrai bisogno di stare sotto il 10%.
  4. Controlla il tuo profilo di anchor text con Ahrefs, Majestic oppure Open Site Explorer.
  5. Se hai dimezzato la percentuale di ancore che contengono tua parola chiave, allora è il momento di re direzionare il tuo sito penalizzato al nuovo dominio con un redirect 301.

Questa tattica funziona perché:

  • stai usando un nuovo sito web brandizzato con un solido profilo di anchor text brandizzate
  • hai migliorato il profilo dell’anchor text del sito penalizzato
  • hai trasferito l’autorità al nuovo dominio

Cosa dire sulle penalizzazioni manuali?

Uscire da una penalizzazione manuale è più problematico e più svantaggioso a livello di costi/benefici, che realizzare un nuovo sito web. Google avrà sempre dei “pregiudizi” verso un sito che è stato penalizzato manualmente, e, anche se riuscirai a venirne fuori, posizionare nuovamente quel sito sarà molto difficile e ti sentirai sempre come se qualcosa di trattenesse indietro.
Il consiglio in questi casi, quindi, è quello di realizzare un nuovo sito web.

MODIFICARE L’ANCHOR TEXT: GIUSTO O SBAGLIATO?

La risposta potrebbe essere: dipende dalle situazioni.
La via più rischiosa e che personalmente sconsiglio, è quella di sostituire un anchor text che non contiene una parola chiave, con un anchor text che contiene la parola chiave. Google potrebbe in alcuni casi non svalutare il link, ma in ogni modo il rischio è alto. In questo caso, meglio piuttosto non cambiare l’ancora ma acquisire un nuovo link con una nuova ancora.
Situazioni poco rischiose per le quali si può considerare una modifica ad un anchor text:

  1. Cambiare un anchor text con parola chiave con un anchor non ottimizzata. Se si ha un problema di sovra-ottimizzazione di ancore testuali, può essere utile diminuire la percentuale di anchor text con parole chiave. Cambiare queste ancore può aumentare il posizionamento. Se le tue ancore con parole chiave superano il 25%, allora potresti considerare di modificare alcune di queste.
  2. Cancellare un’ancora e disporla in una parte diversa dell’articolo. Se decidi di cambiare un’ancora dovresti sempre collocare la nuova ancora in una zona differente dell’articolo. In questo modo agli occhi di Google l’anchor text modificata verrà considerata come nuova. In pratica, perderesti un vecchio link, ma inizieresti con uno nuovo.
    Inoltre è consigliato cambiare le anchor text solo in circostanze estreme. La maggior parte dei problemi di sovra-ottimizzazione delle ancore, possono essere risolti con le tecniche di cui ho parlato sopra.

Rapporto tra il numero di Link e le citazioni del Brand

Quando si realizza una campagna di Link Building è importante anche considerare il rapporto tra il numero di link che un sito web riceve e la sua popolarità sul web. Per costruire un profilo naturale di backlinks bisogna tenere conto di questo assunto: se un sito possiede un ampio numero di link derivanti da siti esterni, allora dovrebbe ottenere un certo numero di ricerche di Brand e un certo numero di citazioni dello stesso Brand sul web. In parole povere, se un sito viene linkato così tanto da siti esterni, allora questo sito deve essere conosciuto e ci deve essere un certo mormorio in rete (“buzz”) intorno al suo Brand.

E’ difficile stabilire quale dovrebbe essere la giusta percentuale tra il numero di backlinks di un sito, il numero di citazioni del Brand e il volume di ricerca del Brand stesso.
Il modo migliore per raggiungere il giusto compromesso tra la conoscenza del Brand in rete e il numero di link esterni, è quello di costruire contenuti di qualità che possano invogliare le persone a condividerli naturalmente. In fin dei conti, il scopo del sito web è quello di fornire contenuti utili agli utenti, non di posizionarsi su Google.

Siamo giunti alla fine della nostra guida sulle Anchor Text per la SEO, speriamo che l’articolo vi abbia aiutato ad uscire da una penalizzazione Penguin legata all’utilizzo dei backlinks, e, speriamo che i consigli forniti vi aiutino a rimanere fuori da future penalizzazioni.

Elisa Montanari

Mi occupo di Web Marketing, Pubblicità e Comunicazione Online per le aziende.
Credo fortemente nel potere della comunicazione, in ogni sua forma: dalla parola all'immagine, offline e online. Sono appassionata di web, seo, online media e digital marketing.

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