L’evoluzione del Video sul Web | Perché i video HTML5 sono il futuro

Se l’evoluzione ci ha insegnato qualcosa, è che nessuna specie di successo dura per sempre, sia dal punto di vista biologico, che da quello tecnologico. In questi anni il linguaggio HTML5 ha fatto a software proprietari come Adobe Flash o Microsoft Silverlight, più o meno quello che noi abbiamo fatto ai nostri parenti Neanderthal, o quello che i Bluray hanno fatto ai DVD, i DVD ai CD, questi al VHS e così via fino all’alba dei tempi.

Fino all’avvento dell’HTML5 come linguaggio standard per il Web nel lontano Ottobre del 2014 la questione video e audio su Internet è stata delegata a una serie di programmi proprietari come Adobe Flash o Microsoft Silverlight, che per lungo tempo hanno svolto il loro compito in maniera quasi sempre egregia.

Ma veniamo al nocciolo della questione: lo streaming video in linguaggio nativo HTML5 che vantaggi offre rispetto a quello tradizionale dei player proprietari?

I vantaggi dei Video HTML5

Se state pensando di realizzare un sito web, potreste essere interessati a scoprire quali sono i vantaggi di utilizzare il linguaggio nativo HTML5 per i vostri video.

Il primo vantaggio è forse anche il più ovvio, ma non per questo il più banale: HTML5 è un linguaggio orientato al mondo dei dispositivi mobili. Grazie ad HTML5 siamo in grado oggi di sviluppare applicazioni web o webapp multipiattaforma, cioè compatibili con tutti i dispositivi, indipendentemente dal sistema operativo e dal browser in uso. Per quanto riguarda i video, HTML5 ci permette di visualizzare i contenuti video direttamente nel browser, senza dover ricorrere ad applicazioni esterne. Pur sembrando una cosa scontata, fino a qualche tempo fa la riproduzione dei file video su web era affidata a software come Flash.

Cosa appare con Adobe Flash quando crasha

La versione Flash per Desktop ha sempre funzionato abbastanza bene, il problema vero e proprio si verifica sui dispositivi mobili che non sono totalmente compatibili con questo e con altri software per la riproduzione video, e questo ha in qualche modo sempre interferito con una piacevole fruizione delle pagine contenenti dei video. Al contrario, l’esperienza utente offerta dai siti i HTML5 che contengono dei video è a un livello superiore, in quanto il browser riesce a riprodurre il video direttamente sulla pagina e senza la necessità di aprire un’applicazione esterna.

Il secondo motivo è la riproducibilità del video direttamente nel browser. In passato per riprodurre un video era necessario scaricare il plugin del player adatto alla riproduzione sula pagina Web, probabilmente è capitato anche a voi di dover scaricare l’ultima versione di Flash o di dover scaricare Microsoft Silverlight. HTML5 vi permette invece di visualizzare il video direttamente sulla pagina senza l’ausilio di estensioni e plugin.

Negli ultimi anni Google e molte altre compagnie operanti nei settori della condivisione video e della realizzazione di hardware e software hanno sponsorizzato il progetto WebM per la realizzazione dell’omonimo formato. WebM è un formato multimediale aperto e royalty free, supportato dai codec per la compressione audio/video VP8 e VP9 realizzati da Google. Questo formato si vuole imporre come lo standard per la riproduzione video sul Web ed è quindi entrato in competizione con il formato MPEG-4, ad oggi uno dei più diffusi per quel che riguarda la produzione, la distribuzione e streaming sul Web.

Sebbene non ci sia ancora un formato standard per la riproduzione video, HTML5 vi permette di caricare il video in più formati, sarà poi il browser a scegliere quale formato riprodurre in base al vostro sistema. Wikipedia riporta una tabella di compatibilità tra browser e formati video.

Un altro fattore importante che contraddistingue i video in HTML5 è la facilità di inserimento del video all’interno di una pagina Web. Ad esempio, il video che trovate all’interno di questa pagina è definito dalle seguenti righe di codice:

<video width="690" poster="/images/video-html5.jpg" controls>
<source src="/video-html5.webm" type="video/webm">
<source src="/images/video-html5.mp4" type="video/mp4">
</video>

Come si evince dal codice, basta il tag <video> per inserire un box per la riproduzione di filmati e il tag <source> ci permette di assegnare ad un unico riquadro più file, o meglio, è usato per caricare lo stesso filmato in formati differenti; stratagemma che permette di aggirare le limitazioni dei browser e dei sistemi operativi rendendo i video sempre riproducibili.

Il vostro browser in questo momento vi sta facendo vedere un video HTML5 diverso a seconda del vostro sistema operativo e del vostro browser. Se vedete una pineta illuminata dal Sole state guardando il filmato nel formato WebM con codec VP8, se invece vedete un timelapse della città di Kuala Lampur state guardando un video in MPEG-4 e quindi il vostro browser è ancora incompatibile con il formato WebM.

L’ultimo motivo per cui i video HTML5 in poco tempo stanno soppiantando i video player è il SEO. Negli ultimi anni l’ottimizzazione e il posizionamento delle pagine Web ha assunto una rilevanza sempre maggiore. I video HTML5, come le immagini, sono implementabili di metatag, e quindi possono essere visti “chiaramente” dai crawler dei motori di ricerca e influire positivamente sul posizionamento della pagina all’interno delle SERP. I plugin per la riproduzione video invece non forniscono ai crawler nessuna informazione riguardo al video, ma ne notificano solo la presenza.

Concludendo, possiamo affermare che i video in HTML5 hanno raggiunto una notevole maturità in un tempo relativamente breve e si stanno affermando come lo standard per la riproduzione video sul Web. Youtube e Vimeo hanno già effettuato lo switch da Flash a HTML5, mentre altri colossi dell’intrattenimento video in streaming come Netflix hanno annunciato il passaggio ad HTML5 già nel 2014.

Il futuro dei video è scritto in HTML5, almeno fino alla nascita di una specie “più vincente”.

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Matteo Stomeo
Industrial Designer di formazione, mi sono avvicinato di recente al mondo del Web spinto dalla voglia di esplorare strumenti e metodologie di un settore che fa dell’interazione tra uomo e computer il suo pane quotdiano.
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