Dall’IoT all’Internet of Behaviors: influenzare il comportamento dei clienti 

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Internet of behaviors cos'è

I trend, si sa, sono sempre in continuo aggiornamento. Non fa eccezione il continuo evolversi dei trend legati all’Internet of Things e ai Big Data. Sono passati poco più di vent’anni da quando, nel 1999, il concetto di IoT fu introdotto dall’ingegnere Kevin Ashton (MIT) e sviluppato, in seguito, dall’agenzia di ricerca Gartner. 

In questi anni l’IoT è cresciuto molto, sostenuto da una crescita media annua dell’11%, che sembra non risentire poi così tanto della pandemia e delle crisi internazionali in corso.

Ma cos’è realmente l’Internet of things e perché stiamo affrontando questo argomento proprio ora?

L’Internet of things è una rete interconnessa di dispositivi fisici (potremmo definirli oggetti) che condividono informazioni tra loro grazie a Internet.

I trend degli ultimi anni ci hanno fatto conoscere notevoli aumenti di complessità e cambiamenti dell’IoT, facendoci assistere a sempre più dispositivi interconnessi e calcoli più elaborati di dati. 

L’IoT è oggi talmente pervasiva, sia all’interno delle organizzazioni e delle imprese, sia nella nostra quotidianità che si può parlare di uso dell’IoT per influenzare i comportamenti degli acquirenti

Un cambiamento così imponente e pervasivo  da convincere importanti centri di ricerca, come il Forrester Research, che forse è giunto il momento di chiamare questa tecnologia con un altro nome: non più Internet of things ma Internet of Behaviors.

internet of things

Addio IoT, benvenuto Internet of Behaviors

Non solo il Forrester Research, ad accogliere l’entrata in gioco dell’Internet of Behaviors (IoB) è stato anche l’istituto Gartner. 

Ma cos’è realmente l’Internet of Behaviors?

L’IoB si riferisce alla raccolta di dati (BI, Big Data, CDPs, etc.) che possono offrire informazioni importanti sul comportamento, sugli interessi e sulle preferenze degli acquirenti. Questi dati vengono analizzati e compresi in un’ottica dettata dalla psicologia comportamentale (le scienze sociali in questi casi si integrano a perfezione con le IT). 

Il punto di vista della psicologia nell’analisi di questi dati ci aiuta a interpretarli per fronteggiare le richieste dei clienti e fare in modo di utilizzare i dati acquisiti per sviluppare e promuovere nuovi beni.

Quindi quando si parla di IoB ci si riferisce al metodo di analisi dei dati da un punto di vista della psicologia comportamentale e umana, in grado di influenzare i comportamenti dei clienti.

Va da sé che a livello tecnico questo switch rimane molto meno problematico che a livello etico e legale. 

Possiamo davvero eseguire continue analisi e studi basati su dati che registrano i nostri comportamenti senza intaccare il concetto di privacy dei nostri clienti?

Sicuramente l’argomento implica importanti riflessioni a livello etico, legale e sociale che dovranno necessariamente essere prese in considerazione nei prossimi mesi.

I benefici dell’IoB

Di seguito sono riportati alcuni dei vantaggi di IoB:

  • Analizzare il comportamento d’acquisto dei clienti sulle varie piattaforme.
  • Esaminare i dati su come gli utenti si impegnano con beni e servizi che prima non erano disponibili.
  • Ottenere informazioni più specifiche sulle diverse fasi del processo di acquisto di un cliente. 
  • Mantenere i consumatori soddisfatti risolvendo rapidamente i problemi.
IoT

Come funziona l’Internet of Behaviors

Utilizzare l’Internet of Behavior vuol dire interpretare i dati forniti dalla tecnologia dell’Internet of things per convincere gli utenti, i clienti, a cambiare le proprie abitudini.

Facciamo un paio di esempi, per rendere più chiaro il concetto e fissarlo bene in mente.

Si potrebbe utilizzare un’app per monitorare il nostro stato di salute e che sia in grado di notificare potenziali situazioni pericolose e possibili interventi per migliorare il nostro stato di salute.

Per il momento, le società stanno per lo più utilizzando IoT e IoB per osservare e tentare di influenzare il comportamento dei consumatori.

Come vengono raccolti i dati?

Nella pratica i dati del consumatore possono essere raccolti da una serie di siti e tecnologie (social media, siti web aziendali, sensori, etc..).

Conosciamo già abbastanza bene l’impatto dei dati raccolti che ci consentono di effettuare i codici di tracciamento delle piattaforme di ads online, immaginiamo questa raccolta di dati anche da parte di tutta quella serie di tecnologie intelligenti che spesso, e già da diverso tempo, vengono impiegati nei progetti di smart city. Ognuno di questi siti raccoglie vari tipi di informazioni. 

Per esempio, un sito web può tenere traccia di quante volte una persona visita una certa pagina o per quanto tempo vi rimane. Inoltre, la telematica può tenere traccia della forza con cui il conducente di un veicolo frena o della velocità tipica del veicolo.

Cosa succede una volta raccolti i dati?

I dati raccolti possono essere analizzati dalle aziende per una moltitudine di scopi. 

Per esempio, possono essere utilizzati per prendere decisioni aziendali, per personalizzare strategie di marketing, sviluppare nuovi prodotti e servizi o migliorare l’esperienza degli utenti.

Immaginiamo di essere un’azienda che vende costumi e di aver studiato il comportamento di un utente che tra le sue azioni ha visitato più volte una pagina web per la vendita di costumi interi. L’azienda potrebbe mostrare annunci specifici con sconti per quella tipologia di costume a quel determinato utente. 

internet of things vs internet of behaviors

Come vengono utilizzati i dati?

Un concetto importante è la  presenza di più touchpoint e la conseguente combinazione di dati proveniente da diverse fonti

Questi dati possono aiutare le aziende a organizzare profili utenti con dati dettagliati e basati sui diversi touchpoint dell’utente. Ciò permette all’azienda di definire migliori strategie d’azione per il potenziale cliente.

Utilizzi dell’Internet of Behavior

Arrivati a questo punto forse ti sarai reso conto che l’IoB viene già preso molto in considerazione nel campo della pubblicità online. 

Ti basti pensare a Google e Facebook e al loro utilizzo di dati comportamentali per fornire annunci agli utenti che frequentano le loro piattaforme. 

Un altro esempio potrebbe essere fornito dal caso Youtube, dove l’analisi comportamentale viene utilizzata per migliorare l’esperienza dello spettatore con consigli di video e argomenti a cui è interessato (un utilizzo analogo avviene anche nelle piattaforme di streaming come spotify e Netflix)

Non solo, l’IoB viene già ampiamente utilizzato anche nel settore assicurativo per tracciare la condotta dei conducenti per eseguire valutazioni su eventuali incidenti.

Conclusioni 

L’IoB si presenta alle aziende come una tecnologia dall’enorme potenziale. Utilizzare l’IoB consentirà alle aziende di mettere in pratica metodi avanguardisti di commercializzazione dei propri prodotti e servizi e di influenzare in maniera netta i comportamenti degli utenti.

Purtroppo però non sono solo rose e fiori.

Le questioni sul tavolo sono diverse  e mentre da un alto si tende a guardare il lato buono della medaglia (migliori strategie di marketing e cura del cliente) dall’altro si impone fermamente una riflessione etica e legale sulla questione della privacy.  

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Marco Zucca
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