I siti web veloci sono come una buona pizza (e Google ne va pazzo)!

Ogni persona, quando viene messa in attesa, prova un senso di disagio: per tutti noi l’attesa e lo “stare in coda” è sempre un esperienza poco piacevole. Se poi l’attesa si prolunga oltre le nostre aspettative, reagiamo con sentimenti negativi di noia, insoddisfazione o, più in generale, con arrabbiatura.

La stessa considerazione la possiamo fare quando navighiamo sul web e cerchiamo di accedere a siti web lenti e poco performanti. Lo studio dell’usabilità ha dimostrato che il periodo di attesa di una pagina web non è tanto differente dall’attesa per una pizza, al ristorante, quando siamo particolarmente affamati. Se siamo in attesa al ristorante ed abbiamo ordinato la pizza che tanto desideravamo, il senso di disagio e fastidio cresce più questa si fa attendere. Se poi la pizza tarda troppo ad arrivare, possiamo anche decidere di uscire dalla pizzeria e rivolgerci altrove. E certamente non manterremo un ricordo piacevole dell’esperienza.

Lo stesso principio si adatta alla navigazione online. Se un sito richiede troppo tempo per essere caricato, l’utente reagirà dapprima con un sentimento di fastidio ed insoddisfazione, se poi l’esperienza si prolunga oltremodo, uscirà prima ancora di avere completato la visita.

Ma quanto è importante la velocità di un sito web nel 2014, non solo per i vostri utenti, ma anche per il posizionamento dei vostro sito sui motori di ricerca?

Google ama i siti veloci

Come prima cosa possiamo dire che Google apprezza i siti veloci, e nonostante siano in molti a credere che Google sia un po’ troppo ossessionato dalla velocità di caricamento di un sito, possiamo comprendere il ‘suo’ punto di vista.

Consideriamo infatti alcuni fattori:

  • Google tende a premiare i siti che offrono un’esperienza di navigazione positiva;
  • La frequenza di rimbalzo aumenta con la lentezza di caricamento, e questo fattore è indice di ‘cattiva’ esperienza.

Inoltre, da un punto di vista puramente utilitaristico, Google riesce ad indicizzare più siti, se questi sono veloci. Questo si traduce in una maggiore efficenza del suo crawler e quindi una maggiore freschezza di indice.

Che Google voglia premiare i siti web dal codice pulito e dal caricamento rapido non è comunque una novità: già nel nel 2011 Google lanciava una strumento online gratuito, Page Speed, per testare la velocità di una pagina web.

Ecco una traduzione della descrizione di presentazione di questo strumento, direttamente dal Blog ufficiale di Google:

“A Google, stiamo lavorando per rendere tutto il web più veloce. Parte del raggiungimento di questo obiettivo è il lancio di un nuovo strumento online, parte attiva di Google Labs, cioè Page Speed Online; uno strumento in grado di analizzare le prestazioni delle pagine web, fornendo suggerimenti specifici per renderle più veloci. Page Speed Online è uno strumento gratuito disponibile in qualsiasi momento da qualsiasi browser. Tutto questo consente ai proprietari di siti web di accedere immediatamente a questi importanti suggerimenti di ottimizzazione, per rendere le loro pagine più veloci.”

Ma, perché Google si preoccupa così tanto della velocità di un sito?

C’è stato un momento nel quale Google ha affrontato il problema del numero di risultati che gli utenti preferivano visualizzare sulla pagina dei SERP. Volendo fare un test, Google ha chiesto agli utenti se preferivano visualizzare 10 o 30 risultati per pagina durante le loro ricerche su Google. Ovviamente, gli utenti hanno scelto il numero più alto di risultati e Google ha cominciato a testare il comportamento degli utenti dopo questa modifica.

Il risultato del test? Il traffico è sceso del 20% sulle pagine che hanno mostrato fino a 30 risultati per pagina. Eppure, la differenza di velocità di caricamento tra le pagine con 10 risultati e quelle che mostravano fino a 30 risultati era solo di mezzo secondo – un risultato tanto incredibile quanto imprevedibile!

Dobbiamo notare che la velocità di caricamento di una pagina è solo uno dei tanti fattori che Google utilizza per determinare il valore di un sito. In realtà, come Moz ha sottolineato, la velocità di caricamento della pagina, nel caso precedentemente proposto, ha influito meno dell’1% rispetto alla query di ricerca.

Rimane il fatto che la velocità di caricamento di una pagina è un fattore chiave per il posizionamento e quindi nel modo in cui l’algoritmo di Google attribuisce un determinato valore ad un sito web. Questo elemento è importante sia per contesti di navigazione desktop che per siti mobili. John Ekman spiega in un articolo su Unbounce che l’ottimizzazione del nostro sito, in termini di velocità di caricamento, contribuirà significativamente a farci ottenere più traffico organico.

Seppur uno solo, tra molti fattori coinvolti nel determinare il posizionamento del nostro sito web, è certamente un aspetto da non ignorare, in particolare per i siti mobili, che rischiano una forte penalizzazione qualora offrano un’esperienza di navigazione lenta.

Una buona velocità del sito migliora l’esperienza di navigazione dell’utente

La velocità del sito migliora l’esperienza per i visitatori. Questo è l’idea di base. Dopotutto, quante volte abbiamo abbandonato un sito web perché stava impiegando troppo tempo a caricare la pagina?

Uno studio effettuato da Radware dimostra che il 51% degli acquirenti online negli Stati Uniti, non completa l’acquisto se il processo di check out è troppo lento.

In un altro studio, sempre effettuato da Radware, si evidenza che la richiesta di siti web veloci da parte dei consumatori, è aumentata nel corso del tempo. Ad esempio nel 2010, una pagina web che impiegava oltre 6 secondi per il suo caricamento, avrebbe causato una perdita del -40% sugli acquisti andati a buon fine. Nel 2014 lo stesso tempo di caricamento ha prodotto una perdita di conversioni pari al -50%.
   
La ricerca ha scoperto che il 47% degli utenti web si aspetta che una pagina web si carichi entro 2 secondi.

Durante i periodi di intenso traffico, il 75% dei consumatori dichiarano di essere disposti a visitare siti concorrenti piuttosto che attendere una pagina con un caricamento lento.

Oltre a creare un’esperienza di navigazione positiva per i nostri utenti, avere un sito web con un caricamento delle pagine veloci, fa bene agli affari. Non a caso, Strange Loop ha dichiarato che solo “un secondo di ritardo nel caricamento di una pagina web può costare il 7% delle vendite.”

In breve, possiamo capire che se vogliamo che i nostri utenti rimangano sul sito e procedano con il loro acquisto, una pagina dovrà caricarsi in meno di due secondi. In caso contrario le persone non impiegheranno tanto tempo per cambiar “porto”, cercando in un altro sito.

I principali fattori che incidono sul caricamento lento di un sito web

Sono numerosi i motivi coinvolti in un caricamento lento delle nostre pagine web, ma senza dubbio il primo aspetto determinante è l’hosting. Avere l’hosting giusto per soddisfare le richieste e fornire tempi di caricamento rapidi è un fattore chiave.

Ricordiamoci che, quello che si paga è ciò che si ottiene. Un hosting a buon mercato potrà anche farci risparmiare qualche soldo in fase di start-up, ma potrebbe rivelarsi una scelta inaffidabile, che in seguito danneggerà il nostro business nel lungo periodo.

Abbiamo un buon hosting, ma le pagine si caricano ancora lentamente?

In questo caso abbiamo a che fare con altre cause comuni.

  • Web design: va bene disegnare pagine complesse, ricche di interazioni ed immagini, tuttavia attenzione a trovare il giusto compromesso: un look accattivamente o un effetto cool, che magari richiede il caricamento di una libreria ad hoc, può influire negativamente su tutte le metriche del sito e sulla sua usabilità.
  • Immagini non ottimizzate: le immagini non ottimizzate in realtà influenzano il 90% dei siti inclusi nel database di Alexa 1000. Solitamente sono coinvolte immagini in formato PNG e JPEG; che propongono inutili dati aggiuntivi o perchè reduci da una compressione inefficiente. Il formato PNG deve essere utilizzato per le icone e/o per i loghi (spesso bisognosi di sfondi trasparenti), e il formato JPEG funziona meglio per le foto.
  • Widget e Plugin: i bottoni sociali sono diventati parte essenziale del corredo di ogni sito web, per permetter agli utenti di condividere i contenuti che preferiscono e/o esprimere un giudizio immediato. Ma come scoperto da Matteo Ogborne, il classico pulsante “Like” proposto da Facebook necessita di 83kb di dati scaricati ad una velocità di 1.34 secondi. Tutto questo non è il massimo. Il consiglio? Andiamoci piano.
  • Browser incompatibili, Plugins, e Apps: l’ormai caduto in disuso Flash. Una tecnologia come quest’ultima può rallentare seriamente una pagina web. Oltre a non essere compatibile con la maggior parte dei dispositivi mobili. Senza parlare di browser come Chrome e i loro plugin. Il consiglio è quello di verificare sempre la velocità del nostro sito, sia su dispositivi desktop che mobili (con tutti i relativi, più diffusi, browser).
  • Troppi ads pubblicitari: a nessuno piace navigare tra tonnellate di annunci pubblicitari, senza contare che questi sono spesso colpevoli di forti rallentamenti nel caricamento della pagina. Troppi annunci possono rallentare la pagina e quindi causare una perdita costante di utenti.
  • Codice non ottimizzato: che si tratti di codici statistici, script di affiliazione e/o form di contatto, prima di utilizzarli controllate sempre che garantiscano un tempo accettabile di caricamento.
  • Supporto integrato esterno: contenuti multimediali come video e/o presentazioni possono essere contenuti di valore, ma possono anche rallentare la velocità di caricamento delle nostre pagine. Nel caso di pochi elementi multimediali si può fare affidamento su piattaforme esterne, quali ad esempio YouTube, Slideshare, etc. Ma quando queste risorse diventano molte e strategiche, scegliere la strada dell’integrazione interna e assicurati che il tuo hosting disponga dei requisiti tecnici necessari per gestire bene questo determinato tipo di contenuti.

Conclusione

La velocità di caricamento delle nostre pagine web rimane un fattore importante, molto importante per un corretto posizionamento del vostro sito web, ma soprattutto un elemento fondamentale per offrire un’esperienza di navigazione positiva ai nostri utenti.

Condividi
Share on facebook
Share on google
Share on twitter
Share on linkedin

Potrebbe Interessarti

Luca Mainieri
Dal 2013 sono l’orgoglioso papà di Francesco e Camilla, due panzottini che hanno reso la mia vita più ricca di emozioni. Dal 2002 mi occupo di web in modo professionale, prima come programmatore e successivamente come consulente webmarketing e seo / ppc e social media. Nel 2009 ho creato Neting, con la quale forniamo servizi professionali di sviluppo (realizzazione App e siti Web) e consulenziali (web marketing e promozione SEO / PPC).
Condividi
Share on facebook
Facebook
Share on linkedin
LinkedIn
Contatta un consulente ora

Vuoi saperne di più? Hai bisogno di aiuto per il tuo business?
I nostri esperti sono a tua disposizione.

SCRIVI UN GUEST POST

Sei un blogger e sei interessato a scrivere articoli per il Blog di Neting?