Checklist Operativa per il Restyle di Siti Web. Come Evitare un Disastro.

rifacimento del sito internet

Alla velocità a cui il digitale ci ha abituati, i siti web tendono a invecchiare presto (e, fortunatamente, più velocemente di noi)! Non è raro quindi avere necessità di procedere ad un restyling web anche dopo pochi anni dalla realizzazione del sito web.

Anzi: chi vuole sfruttare al massimo il web e le opportunità che offre deve pianificare interventi di aggiornamento o rifacimento del sito web con molta frequenza, ma soprattutto con molta attenzione.

Le motivazioni che portano ad optare per il restyle del sito web possono essere molte: nuovi prodotti o servizi, nuovi obiettivi di business, le abitudini o necessità degli degli utenti s, le interfacce si evolvono, le tecnologie cambiano, etc.

Tuttavia il rifacimento del sito web non è un’operazione priva di rischi. Toccare qualcosa che funziona o ridisegnare un sito web esistente può aprire degli scenari inaspettati e non è raro incontrare imprenditori che si sono amaramente pentiti di avere toccato o rifatto un sito web che, presumibilmente, andava bene!

Quali sono i rischi di un restyle 

Dopo queste premesse l’idea del rifacimento di un sito web può sembrare intimidatoria. E giustamente. Alcuni dei rischi nei quali si può incorrere sono i seguenti:

  • Peggioramento dei risultati di conversione (vendite, leads, etc.)
  • Perdita di traffico organico (SEO) e minor pagine indicizzate
  • Perdita di indicizzazione sui motori di ricerca
  • Peggioramento nelle metriche di engagement degli utenti (minor numero di pagine visitate, minor tempo in pagina, etc.)
  • Perdita di un’identità di Brand (gli utenti non si riconoscono più nel sito)
  • Rallentamento del sito (peggioramento nelle performance)
  • etc. etc ;-(

Fattori che incidono nel redesign di un sito web

Quasi tutti questi problemi (e molti altri) sono collegati a scelte errate nella fase di analisi e progettazione, ad esempio:

  • Cambiamento del CMS (infrastruttura)
  • Cambiamento nella struttura del sito
  • Cambiamento (e cattiva interpretazione) degli obiettivi di business
  • Cambiamento nei contenuti
  • Cambiamento nella infrastruttura (hosting, cdn, etc.)
  • etc.

Molto spesso questi problemi nascono anche (e soprattutto) da un errore fondamentale, ossia la sottovalutazione nella scelta del fornitore giusto, ossia dell’agenzia web che deve seguire questa attività. E’ infatti questa (la web agency, per l’appunto!) che dovrebbe guidare gli imprenditori in quella che è spesso una fase critica della vita digitale di una Azienda.

Tuttavia molto spesso questi passaggi sono sottovalutati, tranne poi scoprire che il nuovo sito, si più bello, più accattivante e con una piattaforma super cara, performa decisamente peggio del vecchio sito. 

Ecco quindi la domanda fatidica:

Come evitare il disastro quando si decide di rifare un sito web?

In base all’esperienza (abbiamo effettuato il restyle di più di 100 siti ad oggi) ecco alcuni punti che non possono assolutamente essere tralasciati in questa fase.

Una check list per il rifacimento di siti web

Ecco una ventina di punti che occorre assolutamente tenere presente quando affronti il progetto di rifacimento di un sito web

1. Definisci obiettivi SMART

Definisci delle metriche e degli obiettivi per il nuovo sito ed attieniti a quelle:

suggeriamo di definire degli obiettivi SMART, ma cosa si intende esattamente?

SMART è un acronimo / mnemonico, che fornisce criteri per guidare nella definizione degli obiettivi, ad esempio nella gestione dei progetti, e indica:

  • S = Specific (Specifico)
  • M = Measurable (Misurabile)
  • A = Achievable (Realizzabile)
  • R = Relevant (Rilevante)
  • T = Time-based (Temporizzabile)
significato di smart

2. Definisci e scrivi PROS e CONS del sito attuale

Analizza criticamente il sito web esistente e scrivi su un documento i pro (ossia gli aspetti positivi) da una parte e dall’altra parte tutti i problemi noti, di qualsiasi natura (ad esempio, difficoltà di navigazione, carenze di contenuti, etc.).

Ti suggerisco di scrivere esattamente quali sono le problematiche che ti spingono a rifare il sito e quali sono i punti che vuoi risolvere. Indica anche una priorità: quali sono i punti che secondo te richiedono maggiore attenzione.

Scrivi anche quali sono gli aspetti che vogliamo assolutamente preservare (ad esempio, il posizionamento SEO su Google di alcune chiavi di ricerca)

Salvare queste informazioni ti servirà poi a valutare il nuovo sito alla luce delle esigenze che ci hanno spinto ad iniziare il lavoro (e a non perdere la bussola).

3. Salva metriche e performance del vecchio sito

Non dimenticare di salvare dei report del sito vecchio. Prima di applicare qualsiasi modifica o anche prima di pianificare la riprogettazione del sito web, esegui una scansione del sito Web e salva le principali metriche di Google Analytics. 

Questo passaggio ti fornirà informazioni sulla struttura del sito attuale, sulle pagine più salvate, sulla struttura degli URL e sui metadati del tuo sito. 

Queste informazioni sono fondamentali per la riprogettazione del nuovo sito e per progettare i redirect dal vecchio al nuovo. 

Strumenti come Google Search Console, Google Analytics, Screaming Frog ti aiuteranno a ottenere i dati di cui hai bisogno, in modo da poterli esportare in fogli di calcolo.

4. Definisci le principali User Stories

Le user stories sono delle brevi descrizioni narrative dei task che un utente vorrebbe compiere attraverso l’interazione con un servizio digitale.

Le user stories sono documenti di sintesi che descrivono l’interazione di un utente con una specifica funzionalità del prodotto digitale. Molto utilizzate nella metodologia Agile, le storie sono una versione semplificata, focalizzata e mirata degli scenari.

Gli scenari sono la descrizione più ampia dell’ambito di utilizzo, le user stories sono la declinazione più pratico-specifico di un passaggio o un’interazione dell’utente.

Brevi, concise, concrete le storie non sono strumenti semplici, né da sottovalutare.

Le user stories servono a tenere i piedi a terra in ogni fase della progettazione, servono ad analizzare come le persone utilizzano una funzionalità, come progettare al meglio la risposta di un sistema e come prevedere errori. In estrema sintesi le storie servono a risparmiare tempo e denaro nel processo di progettazione di un nuovo sito web.

Come suggerisce il nome, le user stories descrivono come un cliente o un utente utilizza il prodotto. Le storie quindi sono quelle dal punto di vista dell’utente, perché solo così diventano utili per catturare funzionalità specifiche o step di un processo.

La formula delle user stories è costituita da 3 elementi cardine: 

  • il punto di vista dell’utente (meglio sarebbe dire dello stakeholder);
  • il risultato atteso;
  • la motivazione per la quale viene realizzata l’attività in questione.

Ovvero: “In qualità di <utente> voglio <risultato> così da <motivo>”.

Esempi di User Stories possono essere:

“In qualità di utente voglio potermi registrare sul sito al fine di conoscere le offerte a me riservate”

oppure

“In qualità di amministratore del sito voglio poter definire dei contenuti riservati accessibili solo ai miei utenti registrati”


La formulazione delle user stories consente di ridurre le funzionalità e le esperienze in termini di micro requisiti facilmente collegabili al contesto e all’obiettivo.

5. Definisci gli User Personas

Lo scopo delle User Personas è creare rappresentazioni affidabili e realistiche dei segmenti di pubblico chiave come riferimento. Queste rappresentazioni dovrebbero basarsi sulla ricerca qualitativa e quantitativa degli utenti e sull’analisi dei dati web

user personas

Le persone aiutano a focalizzare le decisioni sui componenti del sito aggiungendo un livello di considerazione del mondo reale alla conversazione. Offrono inoltre un modo rapido ed economico per testare e dare priorità a tali funzionalità durante il processo di sviluppo. 

Ecco un esempio di user personas:

user personas

6. Analizza i Competitors

L’analisi dei concorrenti è uno degli step principali nel processo di riprogettazione di un sito web e rappresenta anche un segnale di consapevolezza del proprio status, ovvero la considerazione della presenza degli altri sul mercato.

Nel marketing online l’analisi dei competitor serve soprattutto ad individuare i punti di forza e di debolezza dei concorrenti attuali e potenziali, garantendo informazioni strategiche sia in chiave offensiva che difensiva in termini di posizionamento per determinate keyword, traffico stimato, investimento pubblicitario.

Ma non solo, una corretta analisi dei competitors deve anche cercare di individuare i punti di forza di questi in termini di:

  • usabilità ed esperienza utente
  • servizi offerti ed opportunità
  • carenze in termini di strumenti e/o processi
  • opportunità di posizionamento
  • opportunità in termini di contenuti

Il web è pieno di strumenti ed approfondimenti sull’argomento, dal canto nostro possiamo solo consigliare di individuare un massimo di 4 competitors e concentrarci solo su quelli. 

L’analisi di molti dati ed elementi può diventare un task troppo complesso facendoci perdere di vista gli obiettivi reali. 

7. Usa immagini di qualità

Gli studi dimostrano che le persone ricordano l’80% di ciò che vedono e solo il 20% di ciò che leggono. Ma le immagini non sono sempre efficaci. Le immagini comunicano molto di più di quello che pensiamo, pertanto quando si utilizzano le immagini, è importante chiedersi sempre “Perché hai scelto quell’immagine e non un’altra?” e “Perché hai posizionato l’immagine lì e non da qualche altra parte?”

Il mio consiglio è di investire sempre in contenuti di qualità, sia che siano a livello di scrittura (copywriting) sia a livello visivo.

Assumi un buon fotografo e ottieni degli scatti di qualità del tuo prodotto, servizio o della tua struttura. Valorizza la qualità e cerca una voce che lasci il segno. Il modo migliore per banalizzare il tuo lavoro è usare una foto scontata: evitalo a tutti i costi.

8. Scrivi contenuti di qualità

Che dire di originale oggi sui contenuti, visto che ormai ne siamo invasi da tutte le parti? Beh, il modo migliore di affrontarli è scegliere di scrivere bene!

Assumi un buon copy e fatti scrivere dei contenuti che abbiano carattere, che siano grammaticalmente corretti ed efficaci dal punto di vista SEO. 

9. Concentrati su mobile (UI / UX da mobile / velocità)

Google ha chiarito che il mobile-first è la strada da percorrere. 

Gli schermi degli smartphone crescono nelle loro dimensioni, il che significa che è conveniente per gli utenti eseguire azioni mirate attraverso i loro dispositivi.

mobile first indexing

Questo può dipendere dal tipo di business o dal tipo di utenza, ma è incontrovertibile che ormai non andiamo neanche al bagno senza il nostro smartphone. Quasi il 70% del traffico sul sito che stai leggendo è proveniente da utenti in mobilità, attraverso il proprio smartphone. 

Allora se dovessi pensare a fare il restyling di questo sito, avrebbe senso iniziare a disegnarlo per desktop?

10. Affidati a professionisti SEO

Non pensare che sia una banalità né una cosa da sottovalutare. Il passaggio da un sito vecchio ad uno nuovo può essere un trauma dal punto di vista del posizionamento online su Google. 

Non scherzarci su!

I fattori più importanti dal punto di vista SEO sono:

  • struttura del sito
  • contenuti cornerstone
  • redirect dei vecchi URL
  • internal link
  • dati strutturati e microdati
  • performance ed usabilità da mobile
  • qualità ed organizzazione dei contenuti
  • sitemap / crawlability
  • hosting e velocità del sito
  • etc.

I fattori sono veramente molti e sottovalutarli può comportare una forte penalizzazione in termini di traffico e visibilità.

Il miglior consiglio che posso darti è di richiedere sempre una consulenza SEO nella fase di restyling di un sito web.

Conclusioni

Ridisegnare il tuo sito web può essere un’ottima occasione per riconsiderare il tuo business, rinfrescare la tua immagine, riposizionare il tuo Brand. Ma i rischi possono essere molti e il web sta diventando veramente troppo importante per rischiare. Valuta attentamente le attività e opera con attenzione.

Il mio consiglio è sempre quello di affidarti a professionisti, soprattutto quando i numeri in gioco sono importanti.

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Luca Mainieri
Dal 2013 sono l’orgoglioso papà di Francesco e Camilla, due panzottini che hanno reso la mia vita più ricca di emozioni. Dal 2002 mi occupo di web in modo professionale, prima come programmatore e successivamente come consulente webmarketing e seo / ppc e social media. Nel 2009 ho creato Neting, con la quale forniamo servizi professionali di sviluppo (realizzazione App e siti Web) e consulenziali (web marketing e promozione SEO / PPC).
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