SEM vs SMM: guida alle differenze e consigli per una strategia di marketing vincente

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Qual è il modo più giusto di comunicare e promuovere un brand? Non esiste una risposta semplice a questa domanda, e ormai non ha neanche più senso chiedersi se sia meglio affidarsi esclusivamente ad attività organiche o a pagamento. 

Una strategia vincente, spoiler alert, è quasi sempre basata sulla corretta integrazione di queste (e altre) pratiche di web marketing. 

In questo articolo parliamo di varie tipologie di web advertising, delle differenze tra Paid Search Marketing e il Paid Social Marketing e di come elaborare una strategia che le integri in modo funzionale ai tuoi obiettivi di business e comunicazione.

Quando dovrei fare paid advertising?

Se gestisci un e-commerce oppure hai un brand da promuovere e far crescere online, avrai già certamente contemplato queste due opzioni: creare contenuti da diffondere in rete in maniera organica, oppure creare contenuti da sponsorizzare, a pagamento. 

Il paid advertising ti permette di ricevere visibilità, di comparire nei risultati di ricerca di query particolarmente competitive e di aumentare la brand awareness

Quando ha senso farlo? Beh, a dirla tutta, sempre!

La scelta di “spingere” i propri prodotti online con inserzioni a pagamento è mossa dalla volontà di raggiungere un pubblico più o meno vasto in poco tempo, e assicurarsi di intercettare un target d’interesse per il proprio business. L’obiettivo è aumentare il tasso di conversione, e far crescere così il proprio brand. 

Non ci sono dubbi sul fatto che investire in web advertising, se fatto nel modo corretto, porti dei risultati tangibili. A questo punto, però, procediamo a capire come farlo, su quali canali e con quali strumenti. 

Paid Search Marketing (o SEM)

Il Search Engine Marketing (SEM) è una forma di web marketing che aumenta la visibilità e il traffico di un sito web in una SERP (Search Engine Results Page) tramite inserzioni a pagamento. Il principio è quello di acquistare spazi e canali su cui far girare i contenuti per un certo lasso di tempo. 

Google Ads è la piattaforma di Paid Search più diffusa, ma esistono alternative proposte dalla maggior parte dei motori di ricerca (Bing, Yahoo, DuckDuckGo ecc.). 

Le inserzioni pubblicitarie vengono mostrate in risposta a una query. Il canale è dunque intent-based, e questo significa che gli utenti vedranno le tue sponsorizzazioni perché stanno attivamente cercando una soluzione ad una qualche necessità, che si avvicina molto alla tua offerta. In genere questo target è ad un passo dal completare l’acquisto, dunque è effettivamente più semplice fare conversione. 

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Paid Social Marketing (o Social Ads)

Il social advertising riguarda la pubblicazione di contenuti sponsorizzati sulle piattaforme social più diffuse, in particolare Facebook, Instagram, Linkedin, Youtube, Twitter, Tik Tok. 

Anche per quanto riguarda le strategie di Paid Social Marketing segmentazione e targeting sono risorse che permettono di costruire dei bacini di utenza in maniera ancora più precisa e mirata. In più, compare una componente di creatività molto importante, poiché le inserzioni pubblicitarie social non si limitano al post sul feed di Facebook o di Instagram, ma possono assumere varie forme e possono girare su molteplici canali, comprese dirette e chat ad esempio. 

Contrariamente al Paid Search, che intercetta il pubblico quando questo sta già effettuando una ricerca attiva, i Social Ads parlano ad utenti di social network, che molto probabilmente non hanno neppure realizzato di avere una necessità. Il punto è allora quello di far nascere nel target il bisogno, e nel proporre come soluzione a quel bisogno proprio il prodotto che si vuole spingere, oppure il brand. I social svolgono un lavoro eccellente nel comunicare i valori del brand e nel generare awareness, dunque sono utilissimi per le tue attività TOFU (Top of the Funnel).

Le due strategie a confronto

La pubblicità a pagamento sui social media si rivela particolarmente efficace quando si tratta di trovare e indirizzare il tuo pubblico ideale, che non sa ancora dell’esistenza del tuo prodotto. Il pubblico, infatti, interagisce con la pubblicità a pagamento quando naviga tranquillamente attraverso le piattaforme social.

Inoltre, per accedere a Facebook c’è bisogno di avere un profilo registrato. Questo vuol dire che Facebook, così come Instagram e gli altri social, offre un controllo più chiaro ed esaustivo per quanto riguarda i dati relativi al target di riferimento. Più informazioni si hanno, più sarà accurata la segmentazione. 

D’altra parte, il SEM costituisce lo strumento giusto quando gli utenti sono pronti ad acquistare ciò che hai da offrire. Questi lead sono già disponibili e stanno solo cercando il brand o l’opportunità d’acquisto migliore, motivo per cui gli annunci SEM tendono ad avere un costo per clic molto più elevato rispetto alla pubblicità sui social media a pagamento.

Social Ads o SEM? La soluzione migliora è ibrida

Quale scegliere, dunque? 

Nel confronto tra paid social e paid search non si individua un reale vincitore. Si tratta di due strumenti molto validi, e l’unica strategia vincente è quella di usare gli strumenti giusti al momento giusto per raggiungere al meglio i propri obiettivi. 

È fondamentale che il tuo business abbia una strategia digitale che sia omnichannel, aperta, integrata, flessibile

Non parliamo solo di paid marketing! A cosa serve sponsorizzare sui social network se poi il tuo sito non è accessibile, non ha contenuti di valore o presenta continui bug?

Tra le attività da includere nell’elaborazione di una strategia digital di successo per il tuo brand troviamo:

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