Il Paradigma Google EAT: cosa significa per i tuoi siti web

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La Qualità dei Siti secondo Google Eat

Hai sentito parlare di un fantomatico Google EAT, magari dal tuo consulente SEO di fiducia, e ti sei chiesto cosa sia e cosa voglia dire. Rispondiamo subito alla prima domanda che a molti verrà in mente: è qualcosa che ha a che fare col cibo e il mangiare? Ovviamente No!


Vuoi sapere cosa è e come questo può avere a che fare con la qualità del tuo sito web?Leggi le prossime righe!

Google EAT: significato

Il paradigma Google EAT è, come suggerisce la parola stessa, un modello da seguire per raggiungere un buon punteggio sulla qualità di un sito web.

Chiariamo innanzitutto che EAT, come avrai immaginato, è un acronimo dove:

E sta per Expertise, ovvero Esperienza/competenza in un certo ambito/argomento;
A sta per Authoritativeness, ovvero Autorevolezza: essere un punto di riferimento/qualificato per parlare di certi argomenti;
T sta per Trustworthiness, ovvero affidabilità/capacità di infondere trust nell’utente che legge

Estratto delle Linee Guida Ufficiali di Google
La spiegazione di EAT secondo le linee guida ufficiali

Sappiamo bene tutti che Google vuole fornire ai propri utenti (che poi sono anche i tuoi) i migliori risultati, sia per pertinenza (fornendo risposte coerenti alla query) sia per qualità ed esaustività della pagina web.


Quante volte ti sei sentito ripetere la famosa frase “Content is King”? Beh, non è un caso e nemmeno uno dei tanti trend SEO per il 2020…ma il Paradigma EAT di Google deve diventare il tuo mantra, e avrai modo di capirlo meglio nei prossimi paragrafi.

Google EAT e SEO: il paradigma è un fattore di ranking?

L’importanza della qualità dei contenuti non è un concetto nuovo nel Web Marketing: era il lontano 2015 quando Google aggiornò le Linee Guida per i propri Quality Raters e affrontò in maniera più approfondita l’argomento.

Facciamo un passo indietro: come probabilmente saprai, Google non è solo un “super robot” che scansiona i siti e decide quali premiare. Vi sono infatti delle figure professionali umane che sono addette al controllo dei siti web, per valutarne la qualità delle informazioni che fornisce, le caratteristiche di usabilità e accessibilità e molti altri fattori.

Queste persone sono i Quality Raters, e per stilare le proprie valutazioni sui siti web si basano su linee guida molto dettagliate di Google stesso. Queste linee guida non sono “super segrete”, potete infatti leggerle direttamente qui, se avete un po’ di tempo e masticate un po’ di inglese ;-).

Ma ora veniamo alla domanda principale: il paradigma EAT è un fattore di ranking? Tecnicamente…no. Praticamente…sì. Cosa intendiamo?
Non possiamo definire Google EAT un requisito tecnico di ranking, semplicemente perchè Google non lo inserisce ufficialmente tra i fattori.


Tuttavia sappiamo benissimo che per Google è fondamentale la qualità di ciò che offre ai navigatori, dunque in uno scenario ipotetico in cui vi sono siti che non rispettano il paradigma EAT e altri che invece lo fanno, è facile comprendere che quelli nelle posizioni top dei risultati di ricerca saranno questi ultimi.

Cosa vuol dire YMYL e cosa ha a che fare con il Paradigma Google EAT


Se ti stai informando su Google EAT, ti sarà certamente capitato di imbatterti in un altro acronimo: YMYL. Cosa vuol dire e cosa c’entra con Google EAT?


YMYL è infatti la sigla di “Your Money (or) Your Life” ed è riferito a quelle particolari tipologie di siti web che possono avere, in base agli argomenti trattati, un impatto sulla qualità della vita delle persone, come per esempio siti che riguardano:

  • informazioni legali
  • informazioni mediche
  • informazioni su dinamiche sociali/politiche
  • Informazioni finanziarie


Sebbene il Paradigma Google EAT riguardi in realtà tutti i siti (sì, anche se hai un blog di beauty o gossip), Big G riconosce che una particolare attenzione va riservata a siti web che si collocano in ambiti di particolare rilevanza umana/sociale.

Dunque dobbiamo stare attenti tutti, ma qualcuno forse un po di più… 🙂

Google EAT: consigli pratici per migliorarlo

Ma ora ti chiederai: bene, cosa devo fare sul mio sito? Ecco alcuni consigli pratici e best practice da tenere in considerazione per il tuo sito web. Per una massima chiarezza, suddivideremo tali consigli per obiettivo, seguendo il paradigma stesso.

La Checklist per Google EAT

Consigli per aumentare l’Expertise

  1. Fornisci risposte pertinenti ed esaustive: come già detto sopra, individua bisogni e domande dei tuoi utenti e crea contenuti che rispondano nel modo migliore possibile a essi. Fai dunque una Keyword Research mirata, prestando particolare attenzione al Search Intent, ovvero l’intenzione dell’utente che si nasconde dietro al termine di ricerca che poi effettivamente utilizza sul motore di ricerca: cerca “Cuffia XYZ prezzi”? La sua intenzione è molto probabilmente di acquistarla. Cerca “Cuffia XYZ caratteristiche”? La sua intenzione del momento è informarsi al meglio per valutare un acquisto in futuro (se le caratteristiche lo soddisfano).
  2. Rendi i tuoi contenuti davvero utili: evita le pagine con Thin Content (poco testo e di bassa qualità): ogni pagina del tuo sito deve essere davvero utile per l’utente e non fargli perdere tempo.
  3. Modera i contenuti generati dagli utenti (User Generated Content): la tua pagina nasce per uno scopo preciso, fai in modo che i commenti sul tuo blog non vadano troppo fuori tema.
  4. Presta attenzione ai tuoi contenuti e al target di riferimento: trova il giusto equilibrio per consentire una lettura facile, comoda ma allo stesso tempo esauriente. Se cerchi consigli per scrivere contenuti, leggi il nostro articolo sul SEO Copywriting e gli errori da evitare.
  5. Nei tuoi contenuti, linka fonti esterne attendibili: un buon esperto è quello in grado di valutare anche le altre fonti autorevoli.
  6. Rimuovi gli URL inutili per migliorare la qualità della scansione di Googlebot: ricorda che quest’ultimo è ghiotto di contenuti freschi, utili e soprattutto unici

Consigli per aumentare l’Authoritativeness

  1. Cerca di ottenere link sulle pagine del tuo sito web, possibilmente da altri domini autorevoli sull’argomento in questione. Quale migliore riprova sociale della propria autorevolezza dell’essere linkato da altri esperti che trattano i tuoi argomenti? Se vuoi saperne di più, leggi il nostro articolo sulle strategie SEO
  2. Google non “registra” solo i link. Ottieni citazioni e menzioni del tuo Brand o sito web su pagine web che trattano i tuoi argomenti. Vi sono diversi strumenti per l’analisi delle menzioni del brand. Cura la tua Brand Awareness per ottenere menzioni e citazioni online.
  3. Fai girare i tuoi contenuti sui social! Le condivisioni sui Social Network contano eccome e sono un’ulteriore dimostrazione della tua autorevolezza.

Consigli per aumentare la Trustworthiness

Fai capire chi sei (e che ci sei): non dimenticare di inserire contenuti che ti qualifichino in quanto entità reale: indirizzo fisico, informazioni societarie, possibilità di contattarti, pagina privacy, banner dei cookies, etc. E soprattutto non trascurare il tuo profilo Google My Business aziendale.


Implementa l’HTTPS: rendi davvero sicuro il tuo sito, anche agli occhi dei tuoi utenti. Leggi il nostro articolo sul certificato SSL per saperne di più.

Cita gli autori dei tuoi articoli e qualificali: le fonti sono importanti, “metterci la faccia” anche. Rendi chiari gli autori delle tue pagine, anche con i dati strutturati di schema.org.

Google EAT per e-Commerce: consigli ad hoc

Vuoi realizzare un e-commerce di successo? Sei curioso di sapere come le suddette linee guida possono essere declinate per il tuo shop online?


Quando vi sono in ballo transazioni, la sicurezza è di primaria importanza: nessuno comprerebbe in un sito che non trasmette affidabilità, sia in termini comunicativi che tecnici.

Fatti salvi tutti i suggerimenti sopramenzionati, come l’HTTPS e informazioni societarie, ecco altri validi accorgimenti per assicurarsi un alto valore EAT sul proprio ecommerce:

  1. fornisci informazioni esaustive su produttori, garanzie e prezzi;
  2. dedica pagine specifiche alle modalità di reso/rimborso, spedizione e consegna e termini e condizioni dei contratti d’acquisto;
  3. cura le schede di prodotto: più informazioni fornisci, più accresci la possibilità di convincere i tuoi utenti ad acquistare. Le informazioni non devono riguardare solo il prodotto in sé, ma anche le modalità di consegna, i tempi e i costi: anche i contatti per l’assistenza sono un chiaro segno di affidabilità e trasparenza;
  4. rendi chiara ed esplicita la tua attenzione alla sicurezza delle transazioni: per te potranno essere scontate, ma per gli utenti non è detto che lo siano!
  5. Valuta la possibilità di aggiungere un blog al tuo e-commerce: servirà ad accrescere la tua competenza sui prodotti che vendi.

Conclusioni

Il Paradigma Google EAT è il modello utilizzato dai Quality Raters di Google per valutare un sito web: come abbiamo visto si fonda sui concetti di Expertise, Authoritativeness e Trustworthiness ed è fondamentale non solo per i siti che trattano contenuti YMYL, ma anche per ecommerce e blog dei più svariati settori, dal gossip fino al beauty.

Un buon livello di E-A-T è quindi essenziale per poter competere con gli altri siti online e scalare le pagine dei risultati di ricerca.

Temi che il tuo sito abbia un basso indice di E-A-T? Richiedi un preventivo ai nostri esperti per una valutazione professionale!

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Francesca De Lucia
Laureata in Comunicazione, ha deciso immediatamente che la sua strada sarebbe stata nel Web Marketing. Ama i gatti, John Lennon, Freddie Mercury e sua nipote, ma anche un po’ suo marito.
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